Il restauro delle Serre di Villa Faraggiana a Meina

Le Serre del Museo Meina sono databili tra la fine dell’Ottocento e gli inizi del Novecento. Volute dalla famiglia Faraggiana, sono il frutto della passione per la botanica di Amalia De Bayer, consorte di Raffaello (che fece costruire lo chalet-museo). Da una serie di raffronti storici, architettonici e fotografici è presumibile affermare che le serre con la struttura odierna sono state realizzate all’inizio del XX secolo, mentre la torretta belvedere che unisce padiglione alto e basso, era già pre-esistente. I vivai per caratteristiche e posizione rappresentano un unicum nel territorio del Lago Maggiore. Dopo decenni di abbandono sono state recuperate dalla Fondazione UniversiCà che gestisce il Museo Meina.

Il declino e il lungo abbandono

In seguito al declino della nobile famiglia, l’intera proprietà di Meina dei Faraggiana, fu lasciata in eredità alle Sorelle Poverelle di Bergamo dell’Istituto Beato Palazzolo, che riconvertirono la Villa in ricovero per gli sfollati prima, e poi in residenza per anziani. Solo a metà degli anni 2000 la proprietà fu frazionata e le serre (insieme a parte del parco, alla ex-lavanderia e allo chalet museo) divennero di proprietà comunale. Tuttavia, le serre, come altre aree del compendio, nel corso dei decenni non subirono interventi di manutenzione né di restauro, vivendo di fatto in uno stato abbandono durato per circa 60 anni. 

La rinascita delle serre con i restauri della Fondazione UniversiCà

A partire dal 2015, la Fondazione UniversiCà è stata chiamata dal Comune per rilanciare e gestire il complesso museale di Meina. Dopo aver ricevuto in comodato ventennale il bene, ha avviato il “Borgo Ideale” un grande progetto di recupero delle serre e di altri spazi. In un solo anno la fondazione ha realizzato il restauro conservativo delle Serre che sono così rinate, con l’inaugurazione al pubblico nel settembre 2018. 

Il restauro è stato coordinato dall’architetto Renato Massucchi ed è stato sostenuto anche da Compagnia di San Paolo, all’interno del bando Luoghi della Cultura 2017. Sono state individuate una serie di soluzioni per conciliare il recupero del bene con l’accessibilità, creando accessi specifici per le persone con difficoltà motorie e cablando l’intero complesso del Museo Meina con una connettività avanzata, per consentire la fruizione multimediale di contenuti e l’organizzazione di iniziative.